Con il prolungamento della crisi in Medio Oriente la Commissione europea torna a lavorare su misure di contenimento dei consumi energetici.
Il commissario europeo all’energia Dan Jørgensen, alla fine della riunione informale dei ministri dell’energia di martedì, è stato il primo a ufficializzare che occorre “prepararsi tempestivamente” a “un’interruzione potenzialmente prolungata” delle forniture energetiche.
Il commissario ha invitato i Paesi a seguire le indicazioni per la riduzione della domanda arrivate già il 20 marzo dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, che includono il lavoro da casa dove possibile in modo di ridurre il consumo di petrolio delle auto “dal 2% al 6%” a livello nazionale e fino a “circa il 20%” per i singoli lavoratori, la riduzione dei limiti di velocità sulle autostrade di dieci chilometri all’ora, la promozione del trasporto pubblico, la limitazione della circolazione delle auto private (con interventi come le targhe alterne, ndr), l’aumento del car sharing e l’adozione di pratiche di guida efficienti per i veicoli commerciali e la consegna dei prodotti. L’Iea ha invitato anche ad “evitare i viaggi in aereo quando esistono opzioni alternative”. stimando che una riduzione dei voli per lavoro possa tagliare la domanda di carburante per l’aviazione “dal 7% al 15%”.
Il petrolio e l’Italia
Per quanto riguarda il petrolio, l’Italia a metà marzo ha aderito al rilascio concordato a livello internazionale con l’Aie per abbassare le quotazioni con 9 milioni e 966 mila barili corrispondenti a circa il 2,5% del totale delle scorte messe a disposizione dai Paesi Aie e pari al 13,5% del totale delle scorte di sicurezza del Paese. In quella occasione il Mase ha detto che “la situazione delle scorte in Italia resta in ogni caso soddisfacente anche dopo questo consistente rilascio”.
Le scorte petrolifere di sicurezza dell’Italia ammontano al primo aprile a 11,9 milioni di tonnellate equivalenti (tep), pari a 90 giorni di importazioni nette di prodotti petroliferi, in linea con gli obblighi previsti dalla normativa dell’Unione europea. Le scorte sono detenute dalle industrie petrolifere per l’equivalente di 67 giorni di importazioni nette, e dall’Organismo centrale di stoccaggio italiano (Ocsit) per l’equivalente di 23 giorni.
L’agenzia statale per l’energia, l’Arera, ha reso nota la tariffa del gas per il mese di febbraio per gli utenti vulnerabili (2,3 milioni di famiglie a basso reddito, anziani, residenti in zone disagiate). C’è un aumento del 19,2%, dovuto alla guerra in Medio Oriente, che ha fatto schizzare la quotazione del metano.
Il 30 marzo scorso l’Arera aveva reso nota la tariffa dell’elettricità per i vulnerabili nel secondo trimestre del 2026. L’aumento era stato dell’8,1% rispetto al primo trimestre. Unione nazionale consumatori e Codacons calcolano che, con l’aumento della tariffa del gas, la spesa annua di un utente vulnerabile salga di 232 euro. La spesa totale arriva così, per i vulnerabili, a 1441 euro all’anno. Sommati ai 605 euro della luce, fanno una spesa complessiva annua per l’energia di 2.046 euro.
L’articolo L’Europa torna a lavorare su misure di contenimento dei consumi energetici: ma quante riserve di petrolio ha effettivamente l’Italia? proviene da Metropolitan Magazine.
