Nel corso dell’ultimo decennio, gli Stati membri dell’Unione Europea hanno impresso una decisa accelerazione al processo di transizione energetica a favore dello sviluppo delle fonti rinnovabili. Come si legge in un rapporto pubblicato a luglio scorso dall’Agenzia Europea per l’Ambiente, “l’aumento di produzione dell’energia elettrica rinnovabile per raggiungere gli obiettivi comunitari fissati al 2030 potrebbe abbassare i costi variabili di produzione fino al 57% in meno rispetto ai livelli del 2023”. In sostanza, l’ulteriore riduzione della dipendenza da fonti fossili quali gas naturale e petrolio (nel 2022, l’Unione Europea ha importato il 98% del totale utilizzato) potrebbe avere un impatto positivo sui prezzi dell’elettricità, a patto che “siano raggiunti i livelli di riferimento per il 2023 rispetto alla capacità, la domanda e lo stoccaggio”.
Le rinnovabili in Italia e in Europa
Il rapporto non manca di segnalare le potenziali discrepanze che potrebbero emergere a livello regionale dovute, come si può facilmente immaginare, in buona parte alla diversa conformazione dei singoli mercati energetici nazionali. Nel 2023, secondo i dati Eurostat, la “quota complessiva di energia da fonti rinnovabili” si è attestata su una media europea del 24,5%. L’Italia, con un dato di poco inferiore al 20%, si colloca sotto la media comunitaria, nonché alle spalle di Paesi come Grecia, Romania e Bulgaria. Lontanissimi, invece, i paesi scandinavi comunitari: Svezia, Finlandia e Danimarca registrano, nell’ordine, le percentuali più alte.
Il dato, da solo, non basta ad inquadrare lo stato di un processo complesso come la transizione energetica, che necessita di interventi strutturali su vasta scala e si evolve a ritmi variabili. L’Italia, come scrive Legambiente nel rapporto Comuni Rinnovabili, è alle prese con una “lenta ma inesorabile rivoluzione energetica”, malgrado “gli anni di stagnazione che hanno caratterizzato lo Stivale dal 2014 al 2020”. Dal 2004 ad al 2024, infatti, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili è notevolmente cresciuta, arrivando a soddisfare oltre il 40% del fabbisogno nazionale. “Insomma, l’era delle rinnovabili è già realtà”, osserva Gianluca Ruggieri, docente di Fisica Tecnica Ambientale presso l’Università dell’Insubria, che nel suo libro “Le energie del mondo” analizza il mondo dell’energia a livello nazionale e globale. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, l’autore spiega che il dato “stenta a consolidarsi nell’opinione pubblica”, poiché “l’energia rinnovabile sembra ancora una promessa, qualcosa di là da venire”. In realtà, in Italia a fine 2024 erano attivi quasi due milioni di impianti alimentati da fonti rinnovabili, a riprova di una crescita testimoniata anche dal sensibile aumento della capacità (oltre 6,6 GW installati, il 25% in più dello sviluppo registrato l’anno precedente).
L’approccio di Reset che coniuga stabilità e trasparenza
Lo sviluppo di quelle che in gergo tecnico vengono chiamate ‘FER’ (Fonti Energetiche Rinnovabili) è di vitale importanza per diversi aspetti: ridurre l’impatto ambientale – in termini di emissioni inquinanti – delle attività umane, favorire la sicurezza energetica (riducendo la dipendenza della produzione italiana dal gas) e, non meno importante, calmierare i prezzi a carico degli utenti. Differenziare il ‘mix energetico’, ossia le fonti a cui attingere per produrre energia elettrica è il viatico per ridurre i costi in bolletta, che in Italia sono tra i più alti d’Europa.
A ciò si aggiunge una certa volatilità, dovuta alle frequenti oscillazioni del costo dell’energia, che rende quantomeno complesso prevedere le spese da sostenere sul breve e medio periodo. Uno scenario che spinge sempre più spesso i consumatori, specie quelli che cambiano fornitore, a preferire offerte in grado di garantire una maggiore stabilità. È questo, tra gli altri, l’obiettivo di Reset Energia, un nuovo player di settore che opera sul mercato italiano da questa estate. L’azienda fa parte di un gruppo industriale più ampio, con all’attivo 130mila punti di fornitura attivi e oltre cinque milioni di bollette emesse negli ultimi dieci anni. Fin dal suo esordio, distribuisce energia elettrica green al 100%, prodotta da fonti rinnovabili certificate mediante il meccanismo di annullamento delle Garanzie d’Origine.
L’offerta commerciale di Reset, riservata ai clienti privati, si fonda su un modello di fornitura in abbonamento a canone mensile fisso. L’importo, che comprende oneri di trasporto e gestione del contatore, oneri generali di sistema, imposte e IVA, è ‘vincolato’ ad una specifica fascia di consumo. Questa, a sua volta, corrisponde ad una certa quantità di energia, che il fornitore acquista in anticipo per poi destinarla all’utente finale. La struttura dell’offerta consente quindi agli utenti di scegliere la soluzione che meglio si adatta al fabbisogno energetico del proprio nucleo familiare nonché a specifiche esigenze di spesa. In caso di consumi superiori al massimo previsto dalla fascia di abbonamento, Reset applica anche alla quota eccedente di energia un prezzo fisso, comprensivo di oneri accessori, IVA e imposte.
Al fine di garantire non soltanto la stabilità ma anche la trasparenza dei costi, l’azienda ha sviluppato una web app che i clienti possono utilizzare per effettuare il monitoraggio orario dei consumi e visualizzare le proiezioni di spesa. Attraverso una pratica risorsa digitale, gli utenti saranno agevolati nella riduzione degli sprechi e, di riflesso, nel contenere i costi in bolletta. Reset, infatti, intende incentivare modelli di consumo più consapevoli, premiando un utilizzo razionale e responsabile dell’energia.
I vantaggi dell’offerta Reset
Per questo, l’azienda ha previsto un meccanismo di credito a favore dei clienti ‘virtuosi’, ossia coloro i quali consumano meno energia di quella prevista dal proprio abbonamento. La quota rimasta inutilizzata (che non viene dispersa, ma distribuita ad altri consumatori) viene rivalorizzata e trasformata in un credito riconosciuto al cliente all’interno della bolletta emessa il mese successivo. L’iniziativa conferma come il modello di fornitura approntato dall’azienda sia ‘trasparente e flessibile’, come evidenziato da questo articolo pubblicato dal sito online de Il Sole 24 Ore a luglio scorso.
La web app di Reset è parte integrante di un approccio dinamico, che punta a rendere il risparmio un’attività concreta, da portare avanti giorno per giorno, in maniera attiva e partecipativa. In aggiunta, rappresenta il viatico per accedere a vantaggi concreti e tangibili: attraverso azioni ricorrenti, l’applicazione consente di guadagnare uno sconto fisso in bolletta. Lo stesso dicasi per la funzionalità “invita un amico”: finché la persona invitata ha un contratto in essere con il fornitore, il cliente autore dell’invito può beneficiare di uno sconto sulla propria bolletta della luce.
In aggiunta, la web app è in grado di inviare notifiche ‘intelligenti’, contenenti suggerimenti pratici e consigli utili per ottimizzare l’impiego delle risorse (non solo energetiche) in ambito domestico. Contenuti analoghi – incentrati sull’uso degli elettrodomestici e sugli accorgimenti per ridurne i consumi – sono disponibili quotidianamente sui canali social dell’azienda, che si è già imposta come il fornitore di energia con più seguito in Italia. La community online di Reset, formata da utenti accomunati dall’attenzione verso il risparmio e la sostenibilità, ha anche rappresentato l’ambiente in cui è nata l’idea alla base del progetto Reset, che ha richiesto circa due anni di lavoro e progettazione prima di fare il proprio ingresso nel mercato energetico italiano.
L’articolo Reset Energia, ecco il nuovo fornitore di energia green a canone fisso proviene da Metropolitan Magazine.
